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SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

E’ una frase che sentiamo sempre più spesso dire nel mondo del food, la sentiamo pronunciare da esperti e la vediamo scritta sui pannelli del megastore Eataly. Coniata nel 1800 da un filosofo tedesco è molto attuale e comunica l’importanza della diffusione della cultura del cibo e dell’educazione alimentare.

Argomenti che sono da anni la mia passione e che mi hanno portato a Milano nella splendida cornice del Mudec dove si è svolta la terza edizione di THE VEGETARIAN CHANCE, Festival internazionale di cultura e cucina vegetariana, ideato dallo Chef Stellato Pietro Leeman e dal giornalista Gabriele Eschenazi. Leeman è chef patron del Joia a Milano, unico ristorante stellato in Italia che propone una cucina vegetariana gourmet.

Sono convinta che oggi non si possa parlare di cibo senza prescindere da una visione completa del food e quindi dall’esistenza della realtà vegetariana.

Leeman e Slavin

Eccomi dunque al Mudec dove si sono tenuti dibattiti, show cooking e un concorso internazionale che ha visto primeggiare l’italiano Antonio Zaccardi, sous chef al ristorante Piazza Duomo di Alba. ‘Rosso’, una rivisitazione degli spaghetti al pomodoro con tacos di mandorle, ha convinto tutti per presentazione, valore nutrizionale e sostenibilità.

Nella tavola rotonda ci si è domandati se il vegetarianesimo possa essere un ritorno all’origine della civiltà o uno SGUARDO AL FUTURO. La realtà ci pone di fronte a cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e cattiva salute che ci costringono a interrogarci.

Per le generazioni dei nostri nonni la carne era un alimento prezioso che si consumava solo nei giorni di festa. Oggi sappiamo che mangiare carne in quantità non fa bene. Ma soprattutto dovremmo fare attenzione alla qualità e alla provenienza, e a che sia preferibilmente Bio o nostrana. Come ha sottolineato il biologo Remo Egardi, gli allevamenti intensivi tolgono terreno all’agricoltura e inquinano l’ambiente. Agli animali sono somministrati antibiotici, causa della resistenza dell’uomo a un numero sempre maggiore di farmaci.

MANGIAR MENO E MEGLIO  può essere il primo passo.

La conduttrice tv Paola Maugeri e la giornalista Giulia Innocenzi, hanno sottolineato quanto sia fondamentale avere consapevolezza di ciò che mangiamo ed esercitare il nostro senso critico. Per scegliere correttamente, bisogna conoscere. Il desiderio di conoscere parte dal ‘volersi bene’,  dall’essere attenti a ciò che mangiamo perché noi siamo il 98% di quello di cui ci nutriamo.

SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO e da esso dipende il nostro futuro e quello del nostro pianeta.

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Nel suo showcooking lo chef Simone Salvini, allievo di Pietro Leeman e  suo ex Sous Chef al Joia, ha presentato una ricetta vegetariana che mi ha stupito per bontà e armonia nei sapori.

RICETTA: KICHARI

Ricette lontane alla maniera mediterranea: riso e lenticchie

Base:

Riso basmati

Lenticchie oppure fagioli Mung

Latte di cocco

Latte di mandorle

Verdure per brodo vegetale

Curcuma

Erbe aromatiche

Olio extra vergine

Tips:

Tostare le lenticchie, precedentemente ammollate, in poco olio. Aggiungere il riso basmati ben lavato e tostarlo. Quindi un brodo vegetale realizzato con sedano, carota, cipolla e una foglia di limone. A fine cottura aggiungere il succo di mezzo limone e latte di mandorle e un cucchiaio di latte di cocco a chi piace. Togliere dal fuoco e frullare una parte di riso per dare cremosità. Mantecare con un goccio di olio, erbe aromatiche e a piacere un pizzico di curcuma.

In Oriente è definita ‘zuppa della salute’ perché cura corpo e mente.

In questa versione mediterranea è Un Sano Piacere Italiano

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